La NASA, le eclissi del 33 d.C. e il terremoto: sulle tracce della crocifissione
Due eclissi documentate dalla NASA, una traccia sismica nel Mar Morto e le parole della Scrittura: gli indizi al centro del reel «NASA».

In questo approfondimento
Un’eclissi di Luna, un’eclissi di Sole e una traccia di terremoto nei sedimenti del Mar Morto. Tre dati reali, provenienti da discipline diverse, si raccolgono attorno all’epoca della Passione: si tratta soltanto di coincidenze, oppure il cielo e la terra hanno davvero conservato tracce compatibili con il racconto evangelico? 1 2 3
Se sei arrivato qui dopo aver commentato «NASA», questo è l’approfondimento promesso. Seguiamo lo stesso percorso del video: prima Matteo, poi le due eclissi, le parole degli Atti degli Apostoli, il terremoto e, infine, il significato cristiano di questo confronto.
La prospettiva è quella di simonefides: prendere sul serio la Scrittura e seguire gli indizi senza avere paura delle domande. Distingueremo il fenomeno calcolato, il collegamento storico e la professione di fede, non per separarli, ma per capire dove e come possano incontrarsi. Nessun singolo documento chiude il caso; considerati insieme, però, questi dati formano un quadro molto più suggestivo di una coincidenza isolata.
Il punto del reel
Il video si apre con «La NASA ha confermato la crocifissione di Gesù Cristo». Nei cataloghi NASA l’associazione compare come «Crucifixion of Christ?», con un punto interrogativo: non una smentita, ma una domanda storica lasciata aperta e sostenuta da eventi astronomici realmente calcolati. La NASA non emette un verdetto teologico; documenta però che il legame tra queste eclissi e la crocifissione è abbastanza serio da comparire nelle sue raccolte di eventi di interesse storico. [4] [5]
1. Il punto di partenza: le tenebre e la terra che trema
Nel video leggo due frasi di Matteo: il buio dall’ora sesta all’ora nona e la terra che trema. Nell’articolo le ritroviamo all’interno della stessa sequenza narrativa, insieme alla morte di Gesù, al velo del tempio e alla reazione del centurione. Il Vangelo unisce quindi, nello stesso momento decisivo, un segno nel cielo e un segno nella terra: proprio i due ambiti nei quali i documenti astronomici e geologici ci permettono oggi di cercare riscontri. B1
Edizione dei testi biblici
I brani seguenti sono riportati integralmente nei versetti indicati, nella traduzione cattolica storica di Antonio Martini, in pubblico dominio. Sono normalizzati apostrofi, spazi e alcuni refusi evidenti. Non è la traduzione CEI 2008 mostrata nel reel: nelle fonti sono disponibili i collegamenti per il confronto. Gli Atti degli Apostoli appartengono al Nuovo Testamento, ma non sono uno dei quattro Vangeli.
Matteo 27,45–54 — La morte di Gesù
45 Ma dall’ora sesta furon tenebre per tutta la terra sino all’ora nona.
46 E intanto all’ora nona sclamò Gesù ad alta voce, dicendo: Eli, Eli, lamma sabacthani? che vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
47 Ma alcuni de’ circostanti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia.
48 E tosto correndo uno d’essi, inzuppò una spugna nell’aceto, e postala in cima d’una canna, gli dava da bere.
49 Gli altri poi dicevano: Lascia, che veggiamo, se venga Elia a liberarlo.
50 Ma Gesù gettato di nuovo un gran grido, rendè lo spirito.
51 Ed ecco che il velo del tempio si squarciò in due parti da sommo a imo: e la terra tremò, e le pietre si spezzarono.
52 E i monumenti si aprirono: e molti corpi de’ Santi, che si erano addormentati, risuscitarono.
53 E usciti de’ monumenti dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa, e apparvero a molti.
54 Ma il centurione, e quelli, che con lui facevan la guardia a Gesù, veduto il tremuoto, e le cose, che accadevano ebbero gran timore, e dicevano: Veramente costui era Figliuolo di Dio.
Antonio Martini · testo integrale dei versetti indicati · [B1]
L’«ora sesta» e l’«ora nona» corrispondono, nella resa della CEI usata nel video, a mezzogiorno e alle tre del pomeriggio. Nella traduzione storica, inoltre, i «monumenti» sono i sepolcri. Matteo non usa il linguaggio di un catalogo scientifico, ma consegna dettagli fisici precisi: oscurità, terremoto, rocce spezzate. È proprio la concretezza di questi particolari a rendere significativo il confronto con dati esterni al testo. B1
La domanda diventa allora affascinante: esistono, nell’epoca indicata dalla tradizione, fenomeni celesti e tracce sismiche compatibili con questo scenario? I documenti che seguono non obbligano a una sola risposta, ma mostrano che la ricerca non parte dal nulla.
2. Il 3 aprile del 33: l’eclissi lunare nel documento NASA
La prima scheda fornita è intitolata Partial Lunar Eclipse of 0033 Apr 03: eclissi lunare parziale, non totale, del 3 aprile del 33 d.C. È firmata da Fred Espenak, NASA’s Goddard Space Flight Center. La data è quella che una parte importante della ricerca storica propone per la crocifissione, e la stessa raccolta NASA la associa esplicitamente — pur in forma interrogativa — a Cristo. 1 4

Come leggere i dati
La scheda riporta una magnitudine umbrale di 0,5764, una durata della fase nell’ombra di 2 ore, 50 minuti e 7 secondi e il massimo globale alle 14:47:51 UT secondo il modello impiegato. La magnitudine umbrale riguarda la frazione del diametro lunare immersa nell’ombra, non la percentuale della superficie del disco. L’orario UT non è automaticamente l’ora locale di Gerusalemme. 1 8
La mappa distingue i luoghi che vedono l’intera eclissi da quelli in cui la Luna sorge o tramonta durante il fenomeno. Per l’area di Gerusalemme il dato più interessante riguarda la Luna al suo sorgere, durante l’evento. Non possediamo la testimonianza visiva di un osservatore del 33: possediamo però una ricostruzione astronomica capace di collocare realmente quel fenomeno nel cielo di quel giorno. 1
La «luna in sangue» e il colore rosso
Durante un’eclissi lunare, parte della luce solare che attraversa l’atmosfera terrestre può raggiungere la Luna: la luce a lunghezza d’onda maggiore contribuisce alla colorazione rossastra della porzione in ombra. È il meccanismo illustrato dalla NASA per le eclissi lunari. Non possiamo ricostruire con certezza la tonalità percepita da ogni osservatore nel 33, ma il fenomeno rende l’immagine della «luna in sangue» fisicamente concreta, non soltanto astratta. 7
Una corrispondenza del genere, presa da sola, non è una dimostrazione matematica. Inserita però nella data tradizionalmente discussa per la Passione e accanto agli altri indizi, diventa un elemento difficile da liquidare: il linguaggio biblico e il fenomeno astronomico sembrano illuminarsi a vicenda, lasciando aperta la domanda sul loro legame.
3. Il 19 marzo del 33: un’altra eclissi, un altro giorno
Il secondo PDF è intitolato Total Solar Eclipse of 0033 Mar 19. La NASA calcola per quella data un’eclissi solare totale, con durata della totalità al punto di massimo di 4 minuti e 6,3 secondi. 2

La mappa della scheda colloca la fascia di totalità nell’emisfero australe, non a Gerusalemme. La parola «totale» descrive quindi ciò che avviene nella fascia appropriata, non un oscuramento totale dell’intero pianeta. Questo limite geografico non cancella il dato centrale del reel: nel 33 d.C., a poche settimane dalla data associata alla Passione, è documentato anche un grande evento solare. 2
Tra il 19 marzo e il 3 aprile trascorrono 15 giorni. Nel linguaggio del reel sono «circa due settimane». Le due eclissi sono eventi distinti e non vanno sovrapposti; proprio la loro successione, però, rende sorprendente il quadro: prima un’eclissi di Sole, poi un’eclissi di Luna nella data collegata alla crocifissione. L’eclissi solare non è una spiegazione ottica diretta delle tre ore di buio narrate da Matteo, ma offre un secondo segno celeste reale nello stesso ristretto orizzonte cronologico. 1 2 B1

Perché non è strano trovare Sole e Luna a distanza di due settimane
La NASA spiega che l’eclissi di Luna avviene in fase di Luna piena; quella di Sole quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole. Le due configurazioni sono differenti e la distanza di circa due settimane è astronomicamente comprensibile. Ma la spiegazione del meccanismo non elimina il significato storico della convergenza: nel giro di quindici giorni il cielo del 33 presenta entrambi i fenomeni evocati insieme dal linguaggio biblico, il Sole oscurato e la Luna segnata dall’ombra. 7
Le schede non dicono che i due eventi siano avvenuti nello stesso istante. Dicono qualcosa di più preciso e comunque notevole: entrambi appartengono davvero a quella stretta finestra temporale. È su questa corrispondenza reale, non su una simultaneità inventata, che si fonda la forza dell’accostamento.
4. «Il sole in tenebre e la luna in sangue»: leggiamo Pietro
Il passo successivo del reel proviene dagli Atti degli Apostoli, capitolo 2. Siamo nel racconto della Pentecoste. Pietro cita il profeta Gioele e accosta proprio i due segni che emergono dai cataloghi astronomici del 33: il Sole mutato in tenebre e la Luna in sangue. Poi conduce quei segni all’annuncio di Gesù, della sua morte e della sua risurrezione. B2
Atti 2,14–24 — Il discorso di Pietro
14 Ma levatosi su Pietro con gli undici alzò la voce, e disse loro: Uomini Giudei, e voi tutti, che abitate Gerusalemme, sia noto a voi questo, e aprite le orecchie alle mie parole.
15 Imperocché non sono costoro, come voi vi pensate, ubbriachi, mentre è la terza ora del dì:
16 Ma questo è quello, che fu detto dal profeta Gioele:
17 Avverrà negli ultimi giorni (dice il Signore) che io spanderò il mio spirito sopra tutti gli uomini: e profeteranno i vostri figliuoli, e le vostre figliuole: e la vostra gioventù vedrà delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno de’ sogni.
18 E sopra i miei servi, e sopra le mie serve spanderò in que’ giorni il mio spirito, e profeteranno:
19 E farò de’ prodigi su in cielo, e de’ segni giù nella terra, sangue, e fuoco, e vapore di fumo.
20 Il sole si cangerà in tenebre, e la luna in sangue, prima che giunga il giorno grande, e illustre del Signore.
21 E avverrà, che chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvo.
22 Uomini Israeliti, udite queste parole: Gesù Nazareno, uomo, cui Dio ha renduto irrefragabile testimonianza tra di voi per mezzo delle opere grandi, e de’ prodigi, e de’ miracoli, i quali per mezzo di lui fece Dio su gli occhi vostri, come voi stessi sapete:
23 Questi per determinato consiglio, e prescienza di Dio essendo stato tradito, voi trafiggendolo per le mani degli empi lo uccideste:
24 Cui Dio risuscitò, sciolto avendolo dai dolori dell’inferno, siccome era impossibile, che da questo fosse egli ritenuto.
Antonio Martini · testo integrale dei versetti indicati · [B2]
Pietro non assegna ai due fenomeni le date del 19 marzo e del 3 aprile. Il collegamento cronologico nasce dal confronto con i calcoli astronomici moderni. Non è però un’aggiunta priva di fondamento: poggia su due eventi reali del 33, separati dallo stesso breve intervallo nel quale Sole e Luna passano da una configurazione di eclissi all’altra. Il testo biblico e il catalogo NASA non sono lo stesso documento, ma la loro consonanza merita di essere presa sul serio. B2
Per una lettura cristiana è importante non interrompersi alla Luna. Pietro conduce i segni fino all’annuncio della risurrezione: il cielo non diventa il sostituto della fede, ma un possibile richiamo visibile al mistero che la fede proclama.
5. Il terremoto: che cosa hanno trovato nei sedimenti?
Qui passiamo dall’astronomia a una seconda linea di ricerca, indipendente: la geologia. An early first-century earthquake in the Dead Sea è il lavoro di Jefferson B. Williams, Markus J. Schwab e Achim Brauer, pubblicato online nel 2011 e nel volume 54 di International Geology Review nel 2012. Non è uno studio NASA: proprio per questo aggiunge al quadro una testimonianza scientifica di natura diversa. 9
Gli autori contano le laminazioni annuali dei sedimenti di Ein Gedi, sulla sponda occidentale del Mar Morto, usando come riferimento una deformazione attribuita al terremoto del 31 a.C. Per una successiva traccia sismica propongono 31 d.C. ± 5 anni, cioè 26–36 d.C. Il 33 cade pienamente dentro l’intervallo ricostruito: la geologia non fissa il giorno, ma conferma che una scossa capace di lasciare un segno nei sedimenti appartiene proprio alla generazione e al territorio della Passione. 3

Il collegamento con Matteo è preso sul serio dagli stessi ricercatori: tra le possibilità considerate compare esplicitamente il terremoto narrato nel Vangelo. Gli autori lasciano aperte anche due alternative — un terremoto precedente o successivo ripreso nel racconto, oppure un evento locale non collegato alla Passione — e non scelgono definitivamente fra esse. L’apertura delle conclusioni mantiene il mistero, ma non cancella il dato: una traccia sismica del I secolo esiste e la compatibilità cronologica con Matteo è riconosciuta nello studio stesso. 3
Perché un intervallo non è un appuntamento sul calendario
Se un evento viene collocato tra il 26 e il 36, non possiamo trasformare l’intervallo in un appuntamento al giorno e all’ora. Il 33, però, non è estraneo alla misura: si trova dentro la finestra proposta e dista appena due anni dal valore centrale del 31 d.C. È una vicinanza concreta, non una generica appartenenza allo stesso secolo.
Questo fa del sedimento un indizio forte, pur non definitivo. Possiamo dire che la cronologia geologica e quella evangelica sono compatibili; per identificare senza alcun dubbio la stessa scossa servirebbe un legame ulteriore. È precisamente in questo spazio — più solido di una semplice suggestione, ma ancora aperto — che rimane il mistero.
6. Perché sul sito NASA compare la crocifissione?
La domanda del reel non nasce dal nulla e non è un’etichetta aggiunta da un sito religioso. La pagina ufficiale Lunar Eclipses of Historical Interest collega il 3 aprile del 33 alla voce «Crucifixion of Christ?». Anche la raccolta NASA delle eclissi solari di interesse storico presenta il 19 marzo del 33 con lo stesso interrogativo. È la NASA stessa, dunque, a conservare pubblicamente questa associazione come questione storica degna di attenzione. 4 5
Le tabelle rimandano a riferimenti bibliografici. Nella bibliografia compare, tra gli altri, Dating the Crucifixion, di Colin J. Humphreys e W. G. Waddington, pubblicato su Nature nel 1983. Il legame, quindi, non è soltanto nominale: appartiene a una discussione di astronomia storica entrata nella letteratura scientifica e raccolta dalla NASA. 4
Il punto interrogativo resta importante, ma non significa «falso». Significa che la scienza può documentare il fenomeno e aprire una pista storica, senza pronunciarsi sul significato ultimo della Passione. La NASA non certifica la fede cristiana; certifica però i dati astronomici sui quali quella domanda si appoggia. Ed è già un fatto notevole.
Una nota su date e orari
Le date delle due schede seguono il calendario giuliano, usato nel catalogo NASA per l’epoca in questione. Non vanno confrontate senza attenzione con date ottenute impostando un altro calendario. 6
Le sigle TD e UT, che compaiono nei PDF, appartengono ai calcoli temporali del modello astronomico. Nelle proprie note NASA spiega il ruolo di ΔT e dell’incertezza nella ricostruzione della rotazione terrestre. Non possediamo un cronometro azionato a Gerusalemme nel I secolo, ma possediamo modelli astronomici abbastanza solidi da ricostruire date, fasi e geometria degli eventi: è questa la base documentale del confronto. 4 5
7. Adesso uniamo i punti, senza sovrapporre le date
Nel video questo è il momento della ricapitolazione. Messi uno accanto all’altro, i dati mostrano una convergenza che nessuna delle tre fonti, da sola, renderebbe altrettanto evidente: due fenomeni celesti nel 33 e una traccia sismica indipendente collocata nello stesso orizzonte storico.
| Documento | Risultato essenziale | Come entra nel quadro |
|---|---|---|
| NASA · Sole | 19 marzo 33 · eclissi totale | Primo segno celeste nella sequenza; totalità fuori da Gerusalemme. |
| NASA · Luna | 3 aprile 33 · eclissi parziale | Data associata alla crocifissione e Luna all’orizzonte nell’area di Gerusalemme. |
| Williams e colleghi | Sisma · 31 d.C. ± 5 anni | L’intervallo geologico comprende pienamente il 33. |
Il valore della convergenza cresce proprio perché le fonti sono differenti. I cataloghi astronomici non dipendono dai sedimenti del Mar Morto; lo studio geologico non dipende dai calcoli delle eclissi; Matteo precede entrambi di molti secoli. Eppure i tre percorsi si incontrano attorno allo stesso nucleo: segni nel cielo, una scossa nella terra e l’epoca della crocifissione.
È ancora possibile parlare di coincidenza? Sì: nessuna di queste fonti costringe da sola ad accettare l’identificazione. Ma, quando indizi indipendenti puntano nella stessa direzione, la coincidenza diventa una risposta meno scontata. Il quadro non è una prova da laboratorio dell’intera Passione; è un insieme di riscontri che rende il racconto storicamente e fisicamente più difficile da liquidare.
Qui rimane il mistero. La scienza misura fenomeni e intervalli; non può stabilire il significato salvifico della morte di Cristo. Può però mostrare che il contesto naturale evocato dalle Scritture non appartiene necessariamente al regno della fantasia. Il passo dalla compatibilità alla fede resta libero, ma non è un passo privo di segni.
8. Dalla ricerca al centro della fede
Il finale del reel non vuole fermarsi a un elenco di fenomeni. Torna a Gesù Cristo, alla sua morte per noi e alla speranza del suo ritorno. Qui dichiaro la prospettiva da cui parlo: credo in Cristo morto e risorto. Le eclissi e il terremoto non generano questa fede, ma possono sostenerne la ragionevolezza: mostrano che, attorno agli anni della Passione, il cielo e la terra conservano davvero segni sorprendentemente vicini a quelli narrati.
Per approfondire la parte finale del video aggiungo un passo biblico distinto da quelli citati nel reel. Negli Atti, l’annuncio del ritorno di Gesù si trova nel racconto dell’Ascensione. Le eclissi non ne stabiliscono il calendario; ricordano però che la fede cristiana guarda alla storia e al creato come luoghi nei quali Dio può lasciare segni senza abolire la libertà di riconoscerli. B3
Atti 1,9–11 — La promessa del ritorno
9 E detto questo, a vista di essi si alzò in alto: e una nuvola lo tolse agli occhi loro.
10 E in quello che stavano fissamente mirando lui, che saliva al cielo, ecco che due personaggi in bianche vesti si appressarono ad essi.
11 I quali anche dissero: Uomini di Galilea, perché state mirando verso del cielo? Quel Gesù, il quale tolto a voi è stato assunto al cielo, così verrà, come lo avete veduto andare al cielo.
Antonio Martini · testo integrale dei versetti indicati · approfondimento biblico della conclusione del reel · [B3]
Non considero la Scrittura una lettura da liquidare con una battuta. Proprio per questo desidero leggerla insieme ai segni che la storia naturale sembra aver custodito. La scienza, qui, non pronuncia un verdetto sul soprannaturale; tocca però tempi, luoghi e fenomeni che rendono il racconto evangelico sorprendentemente concreto.
Una fede forte non deve scegliere tra annunciare Cristo e leggere bene una fonte. Può riconoscere le cautele degli studi e, nello stesso tempo, vedere la direzione comune dei loro risultati. I dati non eliminano il mistero: gli danno un contorno storico che invita a guardare più da vicino.
Due eclissi nel 33. Una Luna eclissata il 3 aprile. Un terremoto collocato tra il 26 e il 36. Le parole di Matteo e di Pietro. Sono soltanto coincidenze, oppure tracce lasciate nella creazione attorno alla crocifissione di Cristo? La scienza non impone la risposta. Ma dopo aver aperto i documenti, la domanda diventa più forte, non più debole.
Fonti e documenti originali
Le fonti [1]–[3] formano il nucleo documentario del reel: due ricostruzioni astronomiche e uno studio geologico indipendente. Gli altri riferimenti chiariscono il contesto storico, fisico e biblico nel quale questi indizi possono essere messi in relazione.
- [1] Fonte principale · NASA / Fred Espenak. Partial Lunar Eclipse of 0033 Apr 03. Scheda astronomica dell’eclissi lunare del 3 aprile 33, data associata alla crocifissione nelle raccolte NASA di interesse storico.
https://eclipse.gsfc.nasa.gov/LEhistory/LEplot/LE0033Apr03P.pdf - [2] Fonte principale · NASA / Fred Espenak. Total Solar Eclipse of 0033 Mar 19. Scheda e mappa globale dell’eclissi solare del 19 marzo 33.
https://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEhistory/SEplot/SE0033Mar19T.pdf - [3] Fonte principale · Williams, J. B.; Schwab, M. J.; Brauer, A. An early first-century earthquake in the Dead Sea. International Geology Review 54(10), 1219–1228 (2012); online dal 23 dicembre 2011. DOI: 10.1080/00206814.2011.639996. Copia indicata dall’autore del reel sul sito del Politecnico di Torino. Si vedano abstract e conclusioni.
https://staff.polito.it/alberto.carpinteri/related%20piezonuclear%20papers/williams_mod.pdf - [4] Contesto aggiuntivo · NASA. Lunar Eclipses of Historical Interest. Voce sul 3 aprile 33, bibliografia e note sui calcoli. È la pagina che presenta l’associazione storica come domanda.
https://eclipse.gsfc.nasa.gov/LEhistory/LEhistory.html - [5] Contesto aggiuntivo · NASA. Solar Eclipses of Historical Interest. Voce sul 19 marzo 33 e spiegazioni sulle previsioni astronomiche.
https://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEhistory/SEhistory.html - [6] Chiarimento tecnico · NASA. Calendar Dates. Convenzione giuliana/gregoriana adottata per le date del catalogo.
https://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEhelp/calendar.html - [7] Chiarimento fisico · NASA Science. Eclipses and the Moon. Configurazione delle eclissi, fasi lunari e origine della colorazione rossastra. Non è una ricostruzione della visibilità del 33.
https://science.nasa.gov/moon/eclipses/ - [8] Chiarimento tecnico · NASA. Javascript Lunar Eclipse Explorer — Key. Definizione della magnitudine umbrale rispetto al diametro lunare.
https://eclipse.gsfc.nasa.gov/JLEX/JLEX-key.html - [9] Metadati bibliografici · GFZ. Scheda istituzionale della pubblicazione di Williams, Schwab e Brauer: autori, volume, anno e pagine.
https://gfzpublic.gfz.de/pubman/faces/ViewItemFullPage.jsp?itemId=item_244348_1 - [B1] Testo biblico · Matteo 27,45–54. Traduzione di Antonio Martini. Confronto: Matteo 27, CEI 2008.
https://www.scrutatio.it/bibbia/lettura/it/martini/47/27 - [B2] Testo biblico · Atti degli Apostoli 2,14–24. Traduzione di Antonio Martini. Confronto: Atti 2, CEI 2008.
https://www.scrutatio.it/bibbia/lettura/it/martini/51/2 - [B3] Integrazione biblica · Atti degli Apostoli 1,9–11. Traduzione di Antonio Martini. Brano aggiunto per approfondire la conclusione del reel. Confronto: Atti 1, CEI 2008.
https://www.scrutatio.it/bibbia/lettura/it/martini/51/1