Sindone e Volto Santo di Manoppello: gli studi, il Vangelo e il mistero della Risurrezione
Il lino analizzato ai raggi X, gli esperimenti con la luce ultravioletta e il confronto digitale tra i volti: l’approfondimento del reel «VOLTO».
In questo approfondimento
Un lenzuolo con l’immagine di un uomo crocifisso. Un velo sul quale compare un volto con gli occhi aperti. E il racconto evangelico di un sepolcro nel quale il corpo di Gesù non si trova più, mentre rimangono i tessuti funerari. È da questo accostamento che nasce la domanda al centro del reel: quale rapporto esiste tra la Sindone di Torino, il Volto Santo di Manoppello e la Risurrezione? [3] [B2]
Se sei arrivato qui dopo aver commentato «VOLTO», questo è l’approfondimento: non soltanto le immagini della sovrapposizione, ma i metodi utilizzati, i risultati degli articoli e i brani evangelici nel loro contesto.
La prospettiva di queste pagine è cattolica. Crediamo che Gesù Cristo sia morto e risorto. Occorre però distinguere questa professione di fede dalle conclusioni dei laboratori: i tre studi esaminati riguardano l’età di un campione, la colorazione del lino e il confronto tra immagini; non dimostrano sperimentalmente la Risurrezione. Alcuni risultati sono interessanti per una lettura favorevole all’autenticità, ma il loro valore va compreso senza trasformarli in conclusioni diverse da quelle pubblicate. [1] [2] [3]
1. Il punto di partenza: il lenzuolo nel racconto di Matteo
Nel reel compare un versetto della sepoltura. Leggerlo insieme alle frasi che lo precedono e lo seguono permette di riconoscere i protagonisti, il luogo e il gesto compiuto sul corpo di Gesù. [B1]
Matteo 27,57–61 — La sepoltura di Gesù [B1]
57 E fattosi sera, andò un ricco uomo di Arimatea, chiamato Giuseppe, che era anch’esso discepolo di Gesù.
58 Questi andò a trovar Pilato, e chiesegli il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che il corpo fosse restituito.
59 E Giuseppe, preso il corpo, lo rinvolse in una bianca sindone.
60 E lo pose nel suo monumento nuovo, scavato da lui in un masso: e ribaltò una gran pietra su la bocca del monumento, e si ritirò.
61 E stavano ivi Maria Maddalena, e l’altra Maria a sedere dirimpetto il sepolcro.
Antonio Martini · traduzione storica · versetti integralmente riportati
Nella lingua di questa traduzione, monumento indica il sepolcro e sindone il lenzuolo. Il passo descrive quindi un corpo avvolto in un tessuto e deposto nella tomba. Non identifica quel lenzuolo con il reperto oggi conservato a Torino: questa è una questione ulteriore, alla quale devono contribuire storia e analisi del materiale. [B1]

2. Lo studio del 2022: che cosa hanno misurato i raggi X?
L’11 aprile 2022 la rivista Heritage ha pubblicato X-ray Dating of a Turin Shroud’s Linen Sample, firmato da Liberato De Caro, Teresa Sibillano, Rocco Lassandro, Cinzia Giannini e Giulio Fanti. Il gruppo comprende ricercatori dell’Istituto di Cristallografia del CNR e dell’Università di Padova. [1]
Il materiale esaminato era minuscolo: circa 0,5 × 1 millimetro, proveniente, secondo la descrizione degli autori, da un filo prelevato vicino alla zona del campionamento radiocarbonico del 1988. Non è stata irradiata o datata l’intera Sindone. [1]
La tecnica impiegata si chiama WAXS, diffusione dei raggi X a grande angolo. Serve a esaminare caratteristiche strutturali della cellulosa. Nel modello utilizzato, i cambiamenti di questa struttura permettono di stimare quanto il materiale si sia degradato nel tempo. Non si misura dunque lo stesso fenomeno della datazione al carbonio-14: si mette in relazione l’invecchiamento della cellulosa con un modello del suo deterioramento. [1]

Il confronto con un lino dell’epoca di Masada
Gli autori hanno confrontato il campione sindonico con tessuti di riferimento. Tra questi compare un lino associato all’assedio di Masada, con datazione 55–74 d.C. I profili di misura ottenuti per il campione sindonico risultano compatibili con quelli del lino antico di confronto. [1]
Questo è l’elemento favorevole all’antichità da sottolineare: nello studio, il comportamento del materiale viene interpretato come compatibile con un’età di circa duemila anni. Il periodo 55–74 d.C. appartiene però al campione di confronto, non è una datazione diretta della Sindone. Non individua l’anno della crocifissione e non identifica la persona raffigurata. [1]
Perché temperatura e umidità sono decisive
La cellulosa non invecchia soltanto perché trascorre il tempo: il modello considera anche l’ambiente di conservazione. La compatibilità con circa duemila anni richiede specifiche combinazioni di temperatura media secolare, circa 20–22,5 °C, e umidità relativa correlata, circa 75–55%, nei tredici secoli di storia non documentata ipotizzati dagli autori. Questi intervalli non sono condizioni misurate lungo tutti quei secoli: sono assunzioni del modello. [1]
La conclusione da conservare è quindi precisa: esiste uno studio che sostiene un’età antica del campione sotto determinate condizioni di conservazione. È diverso dall’affermare che i raggi X abbiano certificato in modo indipendente una data del I secolo. Anche la rappresentatività di un campione tanto piccolo rispetto al telo intero resta un punto da considerare. [1]
3. Gli esperimenti ENEA: una colorazione ottenuta con la luce
Nel 2012, Paolo Di Lazzaro e collaboratori hanno pubblicato su Applied Optics esperimenti nei quali impulsi laser ultravioletti producono sul lino una colorazione superficiale con alcune caratteristiche simili a quelle sindoniche, entro un intervallo ristretto di parametri sperimentali. [2]
Descrivono anche una colorazione inizialmente invisibile, emersa dopo l’invecchiamento del tessuto. Gli autori spiegano gli effetti attraverso processi fotochimici: il lavoro mette alla prova una modalità con cui la luce può modificare il lino. [2]
Non è una riproduzione completa della Sindone. Soprattutto, lo studio non misura un’«energia della Risurrezione» e non dimostra che Gesù abbia emesso ultravioletti. La compatibilità riguarda caratteristiche del tessuto colorato, non un evento soprannaturale osservato in laboratorio. [2]
Il collegamento tra luce e Risurrezione può avere un significato religioso. Non deve diventare un dato fisico attribuito al Vangelo: il Catechismo ricorda che nessuno fu testimone del momento della Risurrezione e che gli evangelisti non ne descrivono il processo. [6]
4. Manoppello: il secondo volto
Il Volto Santo di Manoppello è un’immagine su un tessuto di circa 24 × 17,5 centimetri, semitrasparente e osservabile da entrambi i lati. Nel confronto del 2019 gli autori descrivono come il suo aspetto cambi con l’illuminazione e con il modo in cui la luce attraversa o viene riflessa dal supporto. [3]
Questa caratteristica rende importanti le condizioni della fotografia. Due riprese dello stesso velo non sono necessariamente equivalenti: possono mostrare dettagli e contrasti diversi. Nel lavoro scientifico, proprio la tessitura e le sue deformazioni richiedono un trattamento specifico prima del confronto con la Sindone. [3]

Gli occhi aperti e il volto visibile rendono spontaneo l’accostamento con Cristo vivente. Ma il significato devozionale di un’immagine e la dimostrazione della sua provenienza sono due cose diverse. Per capire il legame proposto nel reel bisogna tornare prima al testo di Giovanni, poi alla procedura del confronto. [3]
5. «Vide e credette»: i teli e il sudario in Giovanni
Giovanni distingue i teli dal tessuto che era stato sul capo di Gesù. Ecco l’intera sequenza dell’arrivo al sepolcro, senza separare «vide e credette» da ciò che il racconto dice prima e dopo. [B2]
Giovanni 20,1–10 — Il sepolcro e i tessuti funerari [B2]
1 Il primo dì della settimana Maria Maddalena se ne va la mattina, che era ancor buio, al monumento: e vede levata dal monumento la pietra.
2 Corre perciò a trovar Simon Pietro, e quell’altro discepolo amato da Gesù, e dice loro: Hanno portato via dal monumento il Signore, e non sappiamo dove lo abbian messo.
3 Partì adunque Pietro, e quell’altro discepolo, e andaron al monumento.
4 E correvano ambedue insieme, ma quell’altro discepolo corse più forte di Pietro, e arrivò il primo al monumento.
5 E chinatosi, vide posati i lenzuoli, ma non entrò dentro.
6 Dietro a lui arrivò Simon Pietro, ed entrò nel monumento, e vide posati i lenzuoli.
7 E il fazzoletto, che era stato sulla sua testa, non posato insieme con le fasce, ma ripiegato in luogo a parte.
8 Allora pertanto entrò anche l’altro discepolo, che era arrivato il primo al monumento: e vide, e credette.
9 Imperocché non avevano per anco compreso dalla Scrittura, com’egli doveva risuscitare da morte.
10 Ritornarono adunque i discepoli a casa.
Antonio Martini · traduzione storica · versetti integralmente riportati
Il fazzoletto di questa traduzione storica corrisponde al sudario dell’edizione CEI. Il racconto parla dunque di tessuti distinti, e questo offre un punto di partenza reale per riflettere sui reperti funerari. Non afferma però che sui teli fossero impresse immagini, né identifica il sudario con Manoppello. Queste identificazioni non possono essere ricavate dal solo versetto. [B2]
Il Catechismo considera il sepolcro vuoto un segno essenziale nel percorso verso il riconoscimento della Risurrezione, pur precisando che non ne costituisce da solo una prova diretta. La fede del discepolo appartiene a quella situazione narrata dal Vangelo: guardare oggi una sovrapposizione di immagini non equivale a trovarsi nella sua stessa posizione testimoniale. [6]
6. Quando i volti vengono sovrapposti: il confronto del 2019
Il lavoro centrale per il finale del reel è A Comparison between the Face of the Veil of Manoppello and the Face of the Shroud of Turin, pubblicato il 24 gennaio 2019 su Heritage da Liberato De Caro, Emilio Matricciani e Giulio Fanti. Gli autori esaminano le proporzioni e i profili dei due volti dopo una serie di elaborazioni digitali. [3]
Prima del confronto, le immagini vengono preparate
Per Manoppello vengono corrette deformazioni attribuite alla trama del tessuto. Per le immagini sindoniche vengono impiegati trasformazioni dell’intensità, riduzione delle strisce di fondo e attenuazione del rumore. Si cerca così di rendere confrontabili immagini con caratteristiche molto diverse. La sovrapposizione pubblicata non è quindi il semplice incontro di due fotografie originali lasciate inalterate. [3]
Il dato numerico sulle proporzioni
Un esempio misurato nello studio è il rapporto tra la distanza dal centro delle sopracciglia all’estremità del naso e la distanza tra gli occhi. I valori riportati dagli autori sono questi: [3]
| Immagine analizzata | Rapporto riportato nello studio |
|---|---|
| Sindone di Torino | 1,21 ± 0,05 |
| Volto Santo di Manoppello | 1,23 ± 0,05 |
I risultati sono vicini e compatibili entro le incertezze indicate. Gli autori riportano inoltre corrispondenze tra i profili delle guance. È questo il nucleo interessante dell’analisi: nelle immagini preparate con il metodo descritto, alcune proporzioni e alcuni contorni risultano simili. [3]

Che cosa significa davvero «combaciano»
Nella procedura descritta, le regioni degli occhi servono per allineare le immagini. Di conseguenza, la loro coincidenza non è una verifica indipendente: è anche un effetto del criterio di registrazione scelto. Il confronto resta interessante, ma deve essere letto insieme al metodo che lo produce. [3]
Il lavoro segnala inoltre differenze, tra cui la bocca più aperta a Manoppello e il diverso orientamento dei volti. Parlare di «corrispondenze nelle proporzioni e nei profili» è quindi più fedele all’articolo che parlare di una coincidenza perfetta di ogni dettaglio. [3]
Un ulteriore passaggio logico va tenuto distinto dalla misura: anche una forte somiglianza non identifica automaticamente la stessa persona e non ne stabilisce la cronologia. Per dimostrarlo bisognerebbe valutare ed escludere spiegazioni alternative, come una relazione iconografica tra le immagini. Il risultato geometrico, da solo, non risolve questa domanda.
L’ipotesi degli autori non è «prima morto, poi risorto»
Questo dettaglio è decisivo per leggere integralmente la fonte citata nel reel. Nell’interpretazione storico-religiosa proposta nell’articolo, gli autori collegano Manoppello alla tradizione della Veronica lungo il cammino verso il Calvario, prima della crocifissione, e la Sindone alla sepoltura. Non descrivono Manoppello come una fotografia sperimentalmente riconosciuta del momento successivo alla Risurrezione. [3]
Anche quella ricostruzione è un’ipotesi, non un fatto ricavato dai soli pixel. Il punto importante è non attribuire all’articolo una sequenza temporale diversa da quella che esso stesso propone. Il confronto sostiene, per gli autori, una possibile relazione tra le immagini; non documenta il passaggio di un corpo dalla morte alla vita. [3]
7. Che cosa possiamo unire, e che cosa resta distinto
Il percorso del reel accosta tre domande reali. Quanto è antico il lino? Il lavoro WAXS propone una compatibilità con circa duemila anni, condizionata dalla conservazione. Come può colorarsi il tessuto? L’ENEA sperimenta un meccanismo fotochimico che riproduce alcune caratteristiche. I volti hanno proporzioni comuni? Il lavoro del 2019 riporta corrispondenze dopo elaborazioni digitali. [1] [2] [3]
Queste domande si possono mettere in dialogo, ma non si sostituiscono l’una all’altra. Un tessuto antico non identifica da solo chi vi è raffigurato. Un esperimento con la luce non ricostruisce automaticamente la causa storica di un’immagine. Una sovrapposizione non dimostra una risurrezione. Nessuno di questi passaggi logici può essere saltato soltanto perché le immagini sono suggestive.
Per un cattolico, il loro interesse non scompare per questo. Possono invitare a contemplare la Passione, a leggere il Vangelo e a interrogarsi sulla concretezza della fede cristiana. Giovanni Paolo II definì la Sindone «provocazione all’intelligenza» e «specchio del Vangelo», distinguendo la ricerca sull’autenticità dalla materia di fede e affidando agli studiosi un esame senza risultati dati per scontati. [5]
8. Dal volto cercato a Cristo risorto
Il Vangelo di Giovanni non si ferma ai tessuti nel sepolcro. Prosegue con l’incontro con il Risorto. Nel racconto di Tommaso la domanda passa dai segni lasciati nella tomba alla persona di Gesù. [B2]
Giovanni 20,24–29 — Tommaso e il Risorto [B2]
24 Ma Tommaso uno de’ dodici, soprannominato Didimo, non si trovò con essi al venir di Gesù.
25 Gli disser però gli altri discepoli: Abbiam veduto il Signore. Ma egli disse loro: Se non veggo nelle mani di lui la fessura de’ chiodi, e non metto il mio dito nel luogo de’ chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non credo.
26 Otto giorni dopo di nuovo erano i discepoli in casa, e Tommaso con essi. Venne Gesù, essendo chiuse le porte, ei si pose in mezzo, e disse loro: Pace a voi.
27 Quindi dice a Tommaso: Metti qua il tuo dito, e osserva le mani mie, e accosta la tua mano, e mettila nel mio costato: e non essere incredulo, ma fedele.
28 Rispose Tommaso, e dissegli: Signor mio, e Dio mio.
29 Gli disse Gesù: Perché hai veduto, o Tommaso, hai creduto: beati coloro, che non hanno veduto, e hanno creduto.
Antonio Martini · traduzione storica · versetti integralmente riportati
È qui che la prospettiva cristiana trova il suo centro. Il Catechismo presenta la Risurrezione come la verità culminante della fede in Cristo e richiama la testimonianza apostolica. Non la fa dipendere dal riconoscimento di una particolare reliquia. [6]
Io credo che Gesù Cristo sia morto e risorto per salvarci dai nostri peccati. Questa è la fede che professo, non un risultato che attribuisco a una macchina a raggi X. La ricerca sui teli può accompagnare una domanda; il suo esito non deve essere trasformato in un test della fede di chi legge.
La Sindone e il Volto Santo meritano di essere osservati con attenzione. Ma, nella vita cristiana, il punto di arrivo non è fermarsi davanti a un’immagine: è rivolgersi a Cristo, come Tommaso, e riconoscerlo come Signore.
Fonti e letture originali
Le fonti [1]–[3] sono i tre articoli citati nel reel. Le altre fonti aggiungono il contesto scientifico, biblico ed ecclesiale.
- [1] De Caro, L.; Sibillano, T.; Lassandro, R.; Giannini, C.; Fanti, G. (2022). X-ray Dating of a Turin Shroud’s Linen Sample. Heritage, 5(2), 860–870. Testo integrale presso il CNR.
- [2] Di Lazzaro, P.; Murra, D.; Nichelatti, E.; Santoni, A.; Baldacchini, G. (2012). Superficial and Shroud-like coloration of linen by short laser pulses in the vacuum ultraviolet. Applied Optics, 51(36), 8567–8578. Pagina dell’editore e abstract.
- [3] De Caro, L.; Matricciani, E.; Fanti, G. (2019). A Comparison between the Face of the Veil of Manoppello and the Face of the Shroud of Turin. Heritage, 2(1), 339–355. Testo dell’articolo e figure.
- [4] Damon, P. E., e collaboratori (1989). Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin. Nature, 337, 611–615. Misurazioni eseguite nel 1988. Riproduzione autorizzata dell’articolo.
- [5] Giovanni Paolo II (24 maggio 1998). Discorso in occasione della visita pastorale a Torino: venerazione della Santa Sindone. In particolare i nn. 2–3.
- [6] Catechismo della Chiesa Cattolica. Il terzo giorno risuscitò da morte. In particolare i nn. 638–640 e 647.
- [B1] Vangelo secondo Matteo 27,57–61. Traduzione di Antonio Martini. Testo storico in pubblico dominio; trascrizione consultata su Scrutatio. Confronto con l’edizione CEI 2008.
- [B2] Vangelo secondo Giovanni 20,1–10 e 20,24–29. Traduzione di Antonio Martini. Testo storico in pubblico dominio; trascrizione consultata su Scrutatio. Confronto con l’edizione CEI 2008.
Le immagini scientifiche sono riproduzioni delle figure indicate, non nuove ricostruzioni dei reperti. Le licenze dei materiali originali restano ai rispettivi titolari. Per la traduzione di Martini si veda anche un’edizione storica del 1846.